Il corso dei Verdi europei

Nei giorni scorsi si sono svolte le elezioni europee che hanno sancito un nuovo corso Verde all’interno dei vari Paesi, forse pesato anche dall’esempio della giovane Greta Thunberg, promotrice della manifestazione ambientalista del 15 marzo scorso, Global Strike For Future, in cui circa un milione di persone in tutto il mondo, soprattutto giovani, hanno manifestato contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Sarebbe in atto quindi una svolta in tutta Europa, poiché i Verdi hanno conquistato, nel Parlamento europeo, altri 15 seggi in più rispetto alle elezioni precedenti. Sebbene in Italia non abbiano raggiunto la percentuale per superare lo sbarramento, la situazione nel resto dell’Europa però è di buon auspicio1.

Con 69 seggi il gruppo Verdi europei/Ale sono il quarto gruppo parlamentare europeo, in continua crescita: In Irlanda, per esempio, con il 15% sono il secondo partito del Paese; In Germania sono il secondo gruppo con il 20,50%; in Francia sono il terzo partito con il 13,47%; in Finlandia il secondo con il 16%; nel Regno Unito raggiungono l’11,10%; in Svezia arrivano all’11,40%2.

Questi dati ci mostrano, sebbene in lenta ascesa, come i cittadini europei si stiano svegliando da un letargo durato per troppo. Mentre gli scienziati ci hanno messo in guardia da molto tempo sull’inquinamento ambientale e ciò che ne potrebbe derivare, molti Paesi sono ancora refrattari a comprendere tale cambiamento, soprattutto se comportasse la presa di decisioni drastiche o frenare gli interessi individuali di qualche lobbista. Si vede che ci voleva proprio la giovane Greta a diventare il simbolo di questa lotta.

L’Italia è sempre stata lenta a percepire e comprendere i grandi fenomeni nel corso della Storia. Per questo, da noi ha vinto la Lega di Matteo Salvini, il quale non ha mai preso in considerazione l’inquinamento ambientale, poiché la sua preoccupazione principale sembrerebbe l’immigrazione, visto che ha portato in Consiglio dei Ministri il Decreto Sicurezza Bis, nel quale avrebbe inserito delle norme sanzionatorie, attraverso multe salate, per chi soccorre i migranti in mare. L’ONU ha già precisato al Governo che questo decreto violerebbe i diritti umani3. Come può il leader della Lega multare degli individui che hanno avuto come unica colpa quella di aver soccorso e salvato delle persone dalla morte sicura? Credo che questa ennesima gaffe del ministro dell’Interno parli da sola.

In questo maniera, infatti, la Lega di Salvini non fa altro che diventare un partito esclusivo di se stesso e non inclusivo delle altre realtà, come invece farebbe un partito di buon senso, perché egli non ha compreso che la ricchezza e la salvezza dell’Europa non può che avvenire insieme, includendo l’Altro nel processo decisionale e cercando di ampliare sempre di più un progetto ambientalista che diventi mondiale, poiché a un inquinamento anche parziale si richiede una risposta globale.

1https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/27/europee-ascesa-dei-verdi-a-bruxelles-boom-in-germania-francia-irlanda-e-finlandia-ma-in-italia-non-superano-lo-sbarramento/5210898/

2https://risultati-elezioni.eu/

3https://www.repubblica.it/cronaca/2019/05/18/news/onu_decreto_sicurezza_bis_violazione_diritti_umani-226606452/

I conflitti dell’animo umano

 

L’attacco terroristico di Christchurch, avvenuto in Nuova Zelanda il 15 marzo scorso, che ha coinvolto una moschea e un centro islamico e in cui hanno perso la vita 50 persone e ne hanno ferite altrettante, mostra come un esempio sbagliato possa essere lo spunto per compiere azioni infamanti. Infatti, Brenton Tarrant, il terrorista che ha compiuto la strage, portava incise sulle proprie armi di battaglia i nomi degli individui che lo hanno ispirato. Uno fra questi è Luca Traini, il responsabile di un attentato a Macerata nel quale sono rimaste ferite sei perone tutte immigrate.

Fra gli altri nomi trovati sull’arma di Brenton Tarrant si trovava pure quello di Anders Breivik, fautore dell’attentato avvenuto il 22 luglio 2011 in Norvegia, che è costato la vita a 77 persone innocenti.

È lo stesso emulatore Tarrant a ergersi orgogliosamente come paladino dei neonazisti di tutto il mondo, contro tutte quelle persone che professano la fede islamica, poiché tale religione, a suo avviso, sarebbe la causa dei vari attentati terroristici di matrice radicale.

Nello stesso giorno delle stragi in Nuova Zelanda, circa un milione di persone in tutto il mondo, soprattutto giovani, si sono trovate nelle piazze per il Global Strike For Future, per protestare contro il cambiamento climatico, dopo l’iniziativa lanciata dalla sedicenne svedese Greta Thunberg, la quale ha manifestato ogni venerdì  negli ultimi mesi davanti al Parlamento del suo Paese, fino a portare l’attenzione ai vertici più in alto, giungendo a parlare all’assemblea delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, tenutosi in Polonia il 4 dicembre del 2018.

L’esempio di questa giovane ragazza ha portato milioni di persone in piazza a manifestare per una cosa bellissima come la protezione del clima e della Natura, e quindi di tutti noi. Non è un caso che nella stessa giornata un pazzo in Nuova Zelanda provocasse la morte, mentre dall’altra milioni di individui proteggessero la vita. Poiché questa è la contraddittorietà dell’animo umano, perché la vita è la potenza volta al bene per cui vale la pena battersi. E una moltitudine di persone spinte da esempi positivi, vincono sulla minoranza negativa che nega l’Altro e tutto ciò che deriva dalla sua dis-integrazione.

Questa dicotomia esprime molto bene i conflitti del nostro tempo, ma mentre i terroristi rimangono casi isolati e sono l’esempio negativo da non emulare, la massa di individui che hanno protestato contro i cambiamenti climatici, proteggendo la Natura, ci mostra l’esempio più bello che tutti noi potremmo diventare, in quanto esseri umani, quando siamo uniti e in sintonia con l’Altro. Per questo servono degli “esempi positivi” che neutralizzino il sorgere di istinti negativi. Poiché è possibile portare le persone a imitare le cose belle e buone della nostra vita.

Dentro di noi può vivere il bene o il male, e a seconda di quello che vogliamo seguire, la nostra vita e quella degli altri sarà condizionata in meglio o in peggio. E la considerazione dell’Altro nelle nostre relazioni è necessaria per una visione completa e olistica dell’insieme Natura, poiché un confronto senza di esso non è pensabile e creerebbe solamente quegli scontri e squilibri che portano a una discordia fra gli elementi naturali e alla negatività. Mentre noi dobbiamo essere generatori di Bene.