La Regola d’oro

Il libro di Vito Mancuso, La forza di essere migliori, ci svela la necessità di ritornare a una morale condivisa. È davanti agli occhi di tutti noi come il rispetto verso l’altra persona sia caduto molto in basso. Ci servirebbe, quindi, un riequilibrio per armonizzare la nostra società facendo crescere la voglia di stare insieme.

Purtroppo, in nome della libertà di dire quello che vogliamo abbiamo dimenticato completamente quella altrui, scordandoci che non possiamo vivere senza l’altro. Questa emancipazione che nutre l’egoismo dell’individuo si è nel tempo molto aggravata.

In questo bellissimo libro, l’autore ci rivela quella legge fondamentale che ha regnato in tutta la Storia, nelle varie comunità dell’essere umano. È La regola d’oro: “Non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te”. Dall’Occidente all’Oriente, dal Cristianesimo al Buddhismo, una legge universale ha accomunato tutti noi e ci ha messi di fronte a una necessità ovvero l’Altro, da cui deriva la nostra sopravvivenza. Se anche solamente questa regola fosse interiorizzata, ne beneficierebbe tutta la comunità.

Ecco alcuni esempi che Vito Mancuso esemplifica più dettagliatamente nel libro1.

Zoroastrismo: “Quello che è bene per tutti e per ciascuno, per chiunque, quello è bene per me”;

Hinduismo: “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”;

Buddhismo: “Una condizione, che non è gradita o piacevole per me, non lo deve essere neppure per lui”;

Confucianesimo: “La Via del Maestro consiste nell’agire con la massima lealtà e non imporre agli altri quel che non si desidera per sé”;

Ebraismo: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te”;

Cristianesimo: “E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro”;

Islam: “Nessuno di voi crede veramente fino a quando non desidera per suo fratello ciò che desidera per sé”.

1 Vito Mancuso, La forza di essere migliori, Ed. Garzanti, Milano 2019, pp. 331-335.