Gli specchi dell’anima

Per comprendere meglio i conflitti che viviamo nell’anima e riassunti nel post I conflitti dell’animo umano, ci viene incontro un bellissimo libro di Giovanna Garbuio intitolato Gli specchi esseni, nel quale l’autrice, partendo da una pratica tramandata dalla comunità ebraica degli esseni, ci guida in un viaggio attraverso la nostra anima, facendoci scoprire come la realtà non sia altro che uno specchio di ciò che siamo noi stessi. Afferma l’autrice: “La teoria degli specchi ci dimostra, se la sperimentiamo, come la realtà che io vivo come qualcosa di altro da me reagisca a come Io Sono. Perciò in base a come Io Sono ed eventualmente a come Io cambio, la realtà è costretta ad adeguarsi, perché non possiede un’esistenza indipendente da come Io Sono”.1 Quindi la realtà che viviamo riflette il nostro stato d’animo e ci stimola a guardarci dentro ed analizzarci, poiché se la vivessimo come un conflitto significherebbe che dentro di noi alberga un sentimento ostile, che riverbera nella vita di tutti i giorni le nostre sofferenza e paure.

L’autrice continua poi affermando che: “Al signor Universo della sofferenza terrestre non importa proprio niente. Lui non la percepisce come una disarmonia come la percepiamo noi. Dio, l’Universo, l’Amore… non è antropomorfo, per quanto noi umani ce lo siamo figurato così dalla notte dei tempi! L’Universo è Amore, Energia Amorevole, ma non prova sentimenti, non ha una volontà “umana” e non giudica la gioia e la sofferenza […] non preferisce la gioia alla sofferenza. Invece, cerca l’armonia a discapito della disarmonia”.2 Non muovendosi quindi all’interno di logiche umane e non essendoci un’azione giusta e una sbagliata, questo immenso Amore sarebbe una continua armonia fra le forze, un po’ come nella religione orientale del Taoismo, in cui vige un costante equilibrio fra le due principali forze contraddittorie dello yin e yang,

Se la realtà, quindi, non è altro che la conoscenza più approfondita di noi stessi, dobbiamo principalmente stare attenti a quello che ci accade, poiché ogni azione che sperimentiamo ci parla della nostra anima. È il famoso adagio “conosci te stesso”, di cui parlavano anche gli antichi greci, il punto cruciale da cui ripartire, per imparare a vivere singolarmente e riflettere poi nel Tutto della comunità. Infatti, se ci fosse qualcuno a farci arrabbiare, saremmo noi a vivere quel conflitto, e nessun altro. Perciò dobbiamo correggere ciò che ci fa soffrire, senza ricercare colpe altrui, ridimensionando il rapporto con noi stessi, per poi esternarlo e inglobarlo in un legame collettivo con tutti gli altri, poiché il confronto con l’Altro, come abbiamo visto, è fondamentale per la nostra crescita. Se, invece, lo vedessimo come un conflitto, i turbamenti invaderebbero la nostra anima. E l’unica cosa che può includere l’alterità in me è il sentimento dell’Amore.

Un’altra implicazione importante che ne deriva da tutto ciò è l’influenza che la realtà avrebbe su di me, poiché essa e l’animo umano sono in una reciproca influenza fra loro. Infatti, se sono positivo e pronto ad accoglierla in maniera buona diventerò tale; se altrimenti sono in continuo conflitto con me stesso, la realtà apparirà di conseguenza ostile e ciò significherebbe la mia continua disarmonia che devo risolvere. La vita poi è lì a ricordarmelo. Perciò i contrasti come pure le gioie che viviamo servono a parlare di noi e della nostra anima.

1  Giovanna Garbuio, Gli specchi esseni, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza 2018, p. 14.

2  Giovanna Garbuio, Gli specchi esseni, Edizioni Il Punto d’Incontro, Vicenza 2018, p. 27.

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