Il reddito minimo garantito

 

La Grecia e l’Italia sono gli unici paesi europei a non aver adottato nessuna misura di reddito garantito per combattere l’indigenza.

Il reddito minimo garantito è uno strumento necessario ed urgente, e dovrebbe essere il primo provvedimento che un Parlamento serio dovrebbe attuare, soprattutto in un momento storico in cui la disoccupazione ha raggiunto livelli molto alti.

Il Rmg oltre ad avere un’efficacia economica in uno stato di emergenza, sarebbe anche un ottimo strumento psicologico che garantirebbe “un paracadute” su cui contare nel caso volessimo migliorare la nostra situazione lavorativa: se io ho un lavoro che non mi piace ed ho una “copertura” reddituale è probabile che cercherò qualcosa di meglio e non accetterò “qualsiasi tipo di lavoro” pur di averne uno, come succede purtroppo oggi. Infatti, cambiando lavoro spesso è più facile trovare un impiego che ci piaccia e che ci appaghi.

Uno studio eseguito da Andrea Fumagalli, “La proposta di welfare metropolitano”, ci rivela un dato molto interessante: se noi volessimo garantire a tutti incondizionatamente un reddito minimo di 600 euro mensili, la spesa complessiva sarebbe di 20,7 miliardi di euro, che decurtati dei 15,5 miliardi che già paghiamo con l’indennità di disoccupazione e l’uso della cassa integrazione, risulterebbero 5,2 miliardi di euro di oneri in più da sostenere per lo Stato.

Se pensiamo che noi italiani abbiamo una spesa annua di 800 miliardi, non penso che un costo di 5,2 miliardi sia una proposta fuori dal mondo, anche perché stiamo parlando di sostenere col reddito le persone che hanno più bisogno di attenzioni in questo momento.