Aspettando la pioggia

“L’aria è preziosa per l’uomo rosso poiché tutte le cose partecipano dello stesso respiro”

Capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo

Una volta, i nostri antenati attendevano la pioggia affinché i loro raccolti fossero rigogliosi e scacciassero lontano la carestia. Oggi, noi aspettiamo la pioggia per non soccombere allo smog.
In questi giorni è tornato di moda l’inquinamento da smog. Leggendo i giornali, sembra che il problema principale sia la pioggia che tarda a venire. Come se fino a ieri avessimo respirato aria delle Dolomiti, ed oggi invece, un elemento estraneo fosse venuto dallo spazio introducendosi nel pianeta furtivamente e perdendo fuliggine da tutte le parti. Per fortuna, la solerzia dei nostri sindaci emette una risposta: Milano, blocco del traffico. Eh! Va bene che come dicono a Milano “Piutost che nigot, l’è mej piutost” (trad. “piuttosto che niente è meglio piuttosto”), ma a me questo sembra più un “raschiare il fondo del barile”.
Scherzi a parte, ma voi credete veramente che alcuni giorni di stop del traffico (ex targhe alterne), possano essere la panacea di tutti i nostri mali?

In Italia è da anni che siamo in emergenza smog. Basta consultare i dati nel sito Viias.it, per vedere come in molte zone della nostra penisola, tra cui la Pianura Padana, la quale ha un alto livello industriale, è almeno dal 2005 che è messa in questa situazione. Sicuramente ci sono dei miglioramenti rispetto a una volta, ma secondo il progetto Viias, questo progresso è molto lento. Non è quindi colpa della pioggia che tarda a venire. Credo.

Nel sito dell’ISDE, associazione dei medici italiani, aprendo l’opuscolo: “Prevenzione dei rischi ambientali: un nuovo concetto di salute”, si affronta l’argomento. Si legge: “Il particolato è una miscela di particelle solide e liquide in sospensione nell’aria che raggiunge la massima concentrazione in inverno. Il particolato comprende particelle di varia dimensione in cui possono confluire polvere, terra, materiali provenienti da strade, polline, muffe, spore, batteri, virus, e migliaia di sostanze chimiche e determina malattie respiratorie, cardiocircolatorie e neurodegenerative. Le maggiori fonti di particolato sono il traffico veicolare, le attività industriali e gli impianti di riscaldamento. La frazione di particolato di gran lunga più dannosa per la nostra salute è il particolato ultrafine, un vero concentrato di veleni, prodotto di reazioni termochimiche in fonderie, cementifici, acciaierie, inceneritori di rifiuti, motori diesel e altri processi di combustione”.

Sebbene questi dati diano solamente un quadro generale della situazione, nel sito www.nopops.it, del medico ematologo Vincenzo Cordiano, sono presenti molti articoli inerenti l’argomento e fra questi c’è uno studio di alcuni ricercatori messicani i quali rivelano una correlazione fra inquinamento atmosferico e danni celebrali. Vincenzo Cordiano scrive: “La neurotossicità dei metalli presenti nell’aria atmosferica inspirata dalle popolazioni più giovani residenti in aree urbane ad elevato tasso d’inquinamento atmosferico e i danni celebrali rappresenta un considerevole rischio, in particolare per i lobi frontali di cervelli in via di sviluppo, generando un notevole tasso di preoccupazione per i possibili gravi effetti deleteri sullo sviluppo celebrale e delle funzioni cognitive di bambini e adolescenti”.

Come al solito, la più grande arma che abbiamo è la conoscenza. Queste informazioni non devono essere diffuse solamente agli addetti ai lavori. Tutti noi dobbiamo essere sensibilizzati su argomenti così importanti.

2 pensieri su “Aspettando la pioggia

  1. Mi fa piacere constatare che qualcun altro conosce la meravigliosa lettera del capo Capriolo Zoppo al presidente degli Stati Uniti. Forse uno dei manifesti più chiari dell’insanabile abisso che separa il nostro modello di società e sviluppo da quello generalmente chiamato “tradizionale” e a cui siamo tornati a volgerci con romantica nostalgia. Al di là dei sentimenti ciò che conta, credo, è la foga critica, uno spirito etico e l’impulso alla conoscenza per scardinare i muri di iniquità e menzogne in cui i “padroni” della produzione e dei poteri nazionali e trans-nazionali ci rinchiudono quotidianamente.

    • Hai proprio ragione! Anch’io penso che abbiamo molto da imparare dalla saggezza degli Indiani d’America.
      La nostra società d’oggi, purtroppo, continua a violare il proprio habitat naturale, senza capire l’importanza di vivere in armonia con esso.

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