La qualità del lavoro

 

Come tutti sappiamo il lavoro è determinante per la vita di ognuno. Infatti, tutti siamo direttamente o indirettamente influenzati da ambienti lavorativi di vario genere. Perciò la loro tutela deve essere al centro del nostro interesse, non solamente politico.

Se da una parte possiamo trovare lavori di qualità, è pure vero che dietro l’angolo c’è la possibilità di trovare impieghi poco virtuosi e quindi che mettono in pericolo la salute non solo fisica, ma anche psicologica delle persone che li svolgono. Quindi solamente con l’attenta analisi della qualità dei lavori possiamo aspirare a una lotta efficace per correggere gli errori più comuni.

L’Ocse1, in questo senso, ha sviluppato uno studio in cui si valuta la qualità del lavoro attraverso tre punti di analisi necessari per capire quanto un impiego sia buono o meno:

-il primo punto si intitola “la qualità dei guadagni” e mostra le retribuzioni dei lavoratori che contribuiscono al loro benessere. L’Italia purtroppo segue la gran parte dei paesi del Nord Europa. Molta strada c’è ancora da fare;

-il secondo punto è la “sicurezza nel mercato del lavoro” e afferma come i vari Stati proteggono i propri cittadini nel momento in cui perdono il lavoro. Qui l’Italia fa addirittura peggio, poiché se nel punto precedente poteva vantarsi di risultare nella media Ocse, per quanto riguarda la protezione del lavoro in caso di disoccupazione, riusciamo a fare peggio. L’Italia sorpassa solamente la Grecia e la Spagna;

-il terzo punto è “la qualità dell’ambiente di lavoro” il quale analizza i fattori non economici dell’impiego, come il contenuto del lavoro svolto, le modalità e le relazioni sociali all’interno dell’ambiente di lavoro. Anche qui l’Italia si conferma agli ultimi posti della classifica Ocse.

L’analisi di questi dati ci suggerisce come ci sia ancora molto da fare per noi italiani in politiche di lavoro. Dagli stipendi più adeguati, agli ambienti lavorativi più efficienti e salutari e a un aiuto per quei lavoratori che perdono un lavoro, abbiamo delle grandi lacune da colmare, perciò è molto importante realizzare politiche economiche degne di questo nome per sopperire a un altro grave evento che accade in Italia e che è conseguente ai dati citati poc’anzi: il fenomeno dei Working Poor.

Non è un caso che, rispetto ad altri paesi, l’Italia abbia un elevato tasso di working poor 2. Questi nuovi poveri sono quei lavoratori che prendono uno stipendio talmente basso, con cui non riescono nemmeno a mantenersi.

L’Italia ha il triste primato anche in questo dato, poiché il suo 23% supera di gran lunga la percentuale di molti paesi sviluppati economicamente.

Perciò dobbiamo tutelare i nostri cittadini in ogni momento della vita lavorativa poiché come ci hanno mostrato i dati la qualità del lavoro è necessaria e determinante per la vita di ogni cittadino, che attraverso di essa può contribuire a vivere una vita più felice.

1 http://www.oecd.org/employment/job-quality.htm

2 https://www.investireoggi.it/economia/working-poor-italiani-lavoratori-stipendio-rischio-poverta/