Il “muraiolo” Trump

“Ogni popolo ha il governo che si merita”

Joseph de Maistre

Gli Americani hanno votato il “nuovo” Presidente degli Stati Uniti. O almeno lo credono, poiché non so quanto possano cambiare le cose dopo l’elezione di un ricco imprenditore come Donald Trump. Non che Hillary Clinton fosse vicino al popolo più povero, ma Trump, con il suo aereo privato, da 100 milioni di dollari e bagni con rubinetti d’oro, lo è molto meno. Infatti, una persona ricca come lui, se avesse avuto a cuore gli operai del Michigan, li avrebbe già aiutati da tempo e in altri modi!

Dopo aver offeso chiunque, il magnate ha cavalcato l’onda populista della menzogna, ingannando gli americani che stanno economicamente male, dicendo loro che l’unica maniera per cambiare il sistema era lui stesso e non l’establishment guidato da Hillary Clinton. Ma come può un capitalista come Trump risolvere i problemi degli operai in Michigan, se il “sistema marcio” che sta schiacciando loro è lui stesso?

È legittimo lottare contro la globalizzazione che ha distrutto tutte le economie locali. Purtroppo, quello che mi preoccupa, non è la scelta del cambiamento, ma chi afferma tali scelte: ovvero Donald Trump: Bancarottiere, muraiolo, xenofobo, sessista, ecc. Non si fa mancare niente.

Anch’io sono per la democrazia, ma con la medesima è stato eletto anche un personaggio come Adolf Hitler. Per questo anche la reputazione di chi promette in campagna elettorale è molto importante, soprattutto al giorno d’oggi, in cui la verità è messa al bando dai nuovi “sofisti”.

Credo che il voto di Trump, da parte delle persone meno abbienti, sia stato un voto di protesta contro lo status quo americano e il sistema economico, capitalistico, globalizzato che sta distruggendo moltissimi posti di lavoro non solo in America.

Molti sono allarmati dalle condizioni pessime in cui li ha ridotti questo sistema che loro stessi avevano voluto, senza metterne in conto che prima o poi sarebbe finito. È una protesta contro la politica che non ha saputo scongiurare l’ineguaglianza e la povertà di questo mondo arraffone, ed è giusto cambiarlo.

Le persone, poi, riversano le proprie paure legittime in problemi indotti dalla globalizzazione, come l’immigrazione, e non nella vera causa che l’ha generata: ovvero il capitalismo estremo.

Infine, il nazionalismo e la chiusura verso l’Altro, hanno sempre portato a guerre di supremazia fra le varie nazioni. Per questo, non servono i sondaggisti per capire che stanno salendo al potere forze ultra-nazionaliste, sebbene io mi auguro che questo non accada. La storia, purtroppo, non ci ha insegnato niente o come diceva George Santayana: “Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo”.

Anch’io sono per il cambiamento, poiché solamente rinnovandoci possiamo migliorarci, ma le qualità delle persone che vanno al potere sono altrettanto importanti. La mia perplessità sta nella buona o cattiva reputazione degli uomini che incarnano questa nuova “Rivoluzione” dello status quo.