Il terrore che è in ognuno di noi

“L’unico modo per far finire la violenza è smettere di usarla”

Gino Strada

Premettendo che i terribili avvenimenti terroristici avvenuti il 13 novembre scorso a Parigi sono da demonizzare, purtroppo, nel momento di sconforto e di paura che seguono, le persone reagiscono in modo completamente irrazionale.

Volevo partire dalla reazione che ha avuto il quotidiano Libero, che il giorno seguente la strage titolò il giornale con la frase, a mio parere infelice: “Bastardi islamici”. Persino un’estremista come Marine Le Pen si è dissociata da questa comunanza. Infatti, questo modo di generalizzare l’avvenimento è molto pericoloso, perché già le persone sono giustamente terrorizzate per ogni cosa, e questo articolo alimenta la paura del diverso. Le indirizza a pensare male di ogni persona islamica, solamente per il fatto di avere in comune coi terroristi la religione.

Per fare un esempio di quello a cui porta la generalizzazione, nel febbraio scorso, durante la partita Roma-Feyenoord, ci furono degli scontri e alcuni tifosi della squadra olandese fecero degli atti teppistici su monumenti romani. In quel caso, Il Tempo scrisse: “olandesi animali” , e con lui altri giornali erano della stessa opinione. Anche in quel caso si generalizzò fino ad arrivare ad uno sfogo di un abitante romano, che in un’intervista al telegiornale, lo sentii dire: “olandesi di merda”, come se l’addebito fosse da declinare ad ogni persona di nazionalità olandese e non a quelle persone specifiche, che hanno commesso il fattaccio, che hanno un nome, un cognome e un loro vissuto.

Non credo che la guerra sia risolutrice del fenomeno terroristico, per il semplice fatto che la guerra porta ad altra guerra e nulla può giustificarla, perché la guerra è comunque un eccidio, ha sempre portato a morte e distruzione. E la storia è piena di esempi.
Infatti non possiamo demonizzare, giustamente, chi muove guerra contro di noi e il giorno dopo usiamo le stesse loro armi e facciamo le stesse cose per le quali li abbiamo deprecati. Come ha detto giustamente Gino Strada, non c’è una guerra giusta e una sbagliata, c’è solo la guerra e la distruzione che si porta appresso.

Anch’io sono convito che i terroristi di Parigi debbano pagare per le loro azioni scellerate, ma solamente loro che hanno compiuto il fatto sono da deprecare e non delle persone innocenti che hanno la sfortuna di essere accomunate a questi dalla religione islamica!
In Italia, per esempio, nessuno si sognerebbe di bombardare la Campania per debellare la camorra! Ma è facile generalizzare e accusare di essere un “mafioso” a chiunque venga da quella parte d’Italia. Alcuni americani tacciarono i migranti italiani di essere dei mafiosi, sebbene venissero da qualsiasi parte d’Italia.

Semmai serve un intelligence, che investigando riesca a prevenire e sconfiggere il crimine, qualsiasi esso sia, ma non la guerra.
Noi, però, dobbiamo studiare il fenomeno in maniera razionale, e capire le varie sfaccettature che esso ha: chi dà a questi terroristi i soldi, perché servono soldi per mantenersi e comprare le armi; chi dà loro le armi; e chi li nasconde, perché dietro c’è bisogno di una struttura logistica, dove sistemare le armi, per esempio.
Queste, a mio avviso, sono le domande che dobbiamo farci. E non alimentare l’odio fra le persone.