La condivisione con l’Altro

Tutti noi esseri umani abbiamo bisogno dell’Altro. E anche se la società d’oggi ci invita a prevaricare gli uni sugli altri, sposando un individualismo sfrenato, nella profondità della nostra anima sentiamo la necessità dell’Altro. In fondo tutta questa moda dei “social network” ne è un esempio di quanto sentiamo il bisogno di condividere con altre persone la nostra vita. È la prova di come, in una società in cui possiamo avere tutto quello che vogliamo in perfetta autosufficienza, non riusciamo però ad essere completi se non nell’Altro: nel condividere il nostro mondo con l’Altro.

Può essere una relazione d’amore o una relazione d’amicizia, ma l’unica costante di cui abbiamo bisogno è la condivisione. Poiché  solamente attraverso la condivisione con l’Altro, noi ci sentiamo parte della vita e quindi vivi.

Sicuramente sentiamo anche la necessità di dare voce anche ai nostri pensieri, di vivere momenti in solitudine e in pace con noi stessi, ma successivamente interviene il bisogno di rientrare nella comunità per non impazzire, come lo stesso Aristotele, nella Politica, scrisse: “l’uomo per natura è un essere socievole: quindi chi vive fuori dalla comunità statale per natura e non per qualche caso o è un abietto o è superiore all’uomo”.

Di questo ce ne accorgiamo soprattutto quando siamo soli, nel momento in cui siamo più suscettibili e in questa vulnerabilità il sostegno di un amico sarebbe la nostra salvezza. Un esempio di tutto ciò è la storia vera di Christopher McCandless, narrata nel libro di Jon Krakauer, da cui hanno tratto il film Into the wild . Christopher fu un giovane viaggiatore, girovago, alla ricerca di una vita lontano dalla civilizzazione, nelle “terre estreme”.

Fra i vari oggetti ritrovati, dopo la sua morte, ci furono molti libri, e sul Dottor Zivago, che fu l’ultimo libro che lesse prima di morire, a bordo di una frase commentò scrivendo: “felicità è vera soltanto se condivisa”, come se in fondo, per quanto amasse la solitudine, l’unica cosa che sentisse in quel momento fosse condividere quell’esperienza con qualcuno.

Perché è l’Altro da noi che ci fa crescere e che ci fa esistere. È la Diversità da noi che ci fa evolvere da quello che altrimenti rimarremmo se restassimo chiusi in noi, uguali a noi stessi.

Perciò essere aperti all’Alterità è il punto di partenza nella nostra crescita.